Previdenza Pubblica | Inpdap

 

Previdenza obbligatoria

In seguito alle riforme delle pensioni il sistema previdenziale italiano è oggi distinto nei cosiddetti “due pilastri”: la previdenza obbligatoria e quella complementare.
Nella previdenza obbligatoria rientrano le prestazioni che sono garantite per legge ai lavoratori: nel caso dei dipendenti pubblici tutti i servizi legati al “primo pilastro” previdenziale vengono gestiti dall’Inpdap.

L’Inpdap, infatti, eroga diverse tipologie di pensioni: quelle dirette (vecchiaia, anzianità, inabilità e privilegio) e quelle ai superstiti (indirette e di reversibilità); cura, inoltre, tutte le attività che riguardano il pagamento della pensione (assegno per il nucleo familiare, assistenza fiscale e modello 730, operazione Red).

Alla fine del rapporto di lavoro l’Istituto liquida i trattamenti di fine servizio (indennità di buonuscita e indennità premio di servizio) e il trattamento di fine rapporto dei dipendenti pubblici.
Per ognuna di queste prestazioni vengono riportati i destinatari, i requisiti, le modalità di presentazione delle eventuali domande e i termini di decorrenza dei pagamenti.

 

Previdenza complementare

La previdenza complementare è una forma di previdenza integrativa che si aggiunge a quella obbligatoria.

Nasce per garantire a tutti i lavoratori, in particolare ai più giovani, un tenore di vita adeguato anche dopo il pensionamento.

Il continuo processo di riforma delle pensioni, iniziato nel 1992, ha contribuito alla sua diffusione. Prima di allora il sistema pensionistico pubblico assicurava un grado di copertura tale da non rendere necessaria una seconda forma di tutela previdenziale.

Il primo atto che ne regola costituzione, funzionamento e finalità è il decreto legislativo 124 del 1993.

Importanti novità sono state introdotte con il decreto legislativo 252 del 2005. Le nuove disposizioni, in vigore dal 1º gennaio 2007, interessano esclusivamente il settore privato.

Per i dipendenti pubblici il riferimento resta, per ora, il decreto legislativo 124, anche se è all’esame del Governo e delle parti sociali l´estensione della nuova normativa al mondo del lavoro pubblico. Pertanto le regole di seguito descritte potrebbero subire modifiche.

I destinatari della previdenza complementare sono: dipendenti pubblici e privati, lavoratori autonomi, liberi professionisti, soci di cooperative, cittadini titolari di redditi diversi da quelli da lavoro, familiari a carico.

Le forme pensionistiche complementari, e tra esse i fondi pensione negoziali, rappresentano lo strumento previsto per realizzare la previdenza complementare.

 

La previdenza complementare a differenza di quella obbligatoria è:

    • volontaria (il lavoratore può scegliere se aderire a una forma pensionistica complementare);
    • a capitalizzazione individuale (i versamenti confluiscono in conti individuali intestati ai singoli iscritti. Al momento del pensionamento sono restituiti in forma di prestazione pensionistica aggiuntiva);
    • a contribuzione definita (si sa quanto si versa e la prestazione finale dipende dalle somme versate e da quanto ha reso il loro investimento);
    • gestita da forme pensionistiche di diritto privato.

Come si alimenta? Una delle fonti di finanziamento è il Tfr.
E cosa offre? L´opportunità di pianificare il proprio futuro pensionistico. Inoltre, già prima del pensionamento il lavoratore può godere di una serie di diritti.
Per quanto riguarda il pubblico impiego possono aderire, oggi, ai fondi pensione negoziali alcune categorie di lavoratori per i quali questi fondi sono stati già costituiti.
Per lo sviluppo della previdenza complementare nel pubblico impiego, l´Inpdap svolge un ruolo rilevante. Oltre alle attività previste dalla legge l´Istituto può fornire servizi ai fondi pensione e alle amministrazioni pubbliche.

 

Credito

L’Inpdap offre finanziamenti a tassi agevolati per i lavoratori, i pensionati e le loro famiglie. Questi sono erogati direttamente dall’Istituto oppure da banche e società finanziarie in convenzione.

Nel primo caso, si tratta di prestiti e mutui che l’Inpdap finanzia con un proprio Fondo credito: la Gestione unitaria autonoma delle prestazioni creditizie e sociali. Nel secondo, invece, i finanziamenti sono erogati da banche e società finanziarie, sulla base di convenzioni stipulate con l’Istituto.

Normativa di riferimento